lunedì 20 ottobre 2008

Scuola: il decreto Gelmini va nella direzione giusta

In questi giorni non si fa altro che parlare del Decreto Gelmini sulla scuola. Uso volutamente il termine "decreto" e non "riforma" come spesso si sente dire dai media e, di conseguenza, da gran parte dell'opinione pubblica perchè in realtà quanto proposto dal Ministro dell'Istruzione non è affato una riforma, bensì un riassetto della scuola. Riguardo a questo tema anche in piccole realtà come Bellaria Igea Marina, come a livello nazionale, la sinistra ha sposato la linea demagogica senza considerare quali siano le reali necessità degli studenti e delle famiglie relativamente al tema scuola e limitandosi ad una strumentale polemica. La proposta del Ministro Gelmini, infatti, non prevede affatto lo “sfascio” del sistema scolastico come dice la sinistra, ma vuole fare ordine e riportare rigore sia nell’educazione che nei conti economici. In sostanza punta ad andare nella direzione giusta, come sottolineato dallo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che non è certamente un esponente di centrodestra né tantomeno un filo-berlusconiano.
Nella sostanza il decreto contiene poche chiare innovazioni in quanto il suo obbiettivo, come affermato dallo stesso Ministro, non è una riforma strutturale della scuola, bensì una serie di provvedimenti atti ad aggiustare, sistemare e riordinare l’apparato educativo. Questo per far sì che al centro della scuola non si trovi più lo Stato o i problemi sociali del paese, bensì l’educazione dell’alunno e dello studente.
L’aspetto della riforma che più ha fatto discutere è certamente l’introduzione del maestro prevalente. Va sottolineato, però, che questo non esclude il ricorso ad insegnati supplementari nel caso in cui il “maestro unico” non sia in grado di insegnare alcune materie ritenute fondamentali come la lingua inglese e l’informatica. Questo permetterà un enorme risparmio di risorse economiche, considerando che il 96,98% della spesa per la scuola riguarda il personale. Va sottolineato che l’introduzione dei maestri modulari (3 ogni 2 classi) fu il frutto di necessità sindacali e di welfare, ossia la necessità di dare lavoro a giovani laureati.
La riforma mira inoltre, attraverso l’introduzione del voto in condotta, a ripristinare il principio dell’autorità nelle scuole persosi ormai da anni. E’ evidente che questo provvedimento, da solo, non sarà sufficiente a debellare la piaga del bullismo, ma sicuramente fornirà agli insegnanti ed alle istituzioni scolastiche uno strumento per far valere la propria autorità.
In soldoni il decreto Gelmini mira a rovesciare quella che per anni è stata l’azione politica del centrosinistra il cui movente principale continua ad essere, come sempre, il mantenimento del sistema di potere che si è costruita in oltre quarant’anni di storia senza dare risposte concrete alle necessità del paese e dei cittadini.

Nessun commento: