Si accende la polemica sui blocchi del traffico nella città di Rimini. Secondo alcuni studi, infatti, pare che le misure proposte negli ultimi anni per diminuire il livello di polveri sottili nell’aria, affiancata agli scarsi incentivi ecologici, non abbiano portato a nessun migli
oramento della condizione ambientale. Al contrario sono sempre stati sfiorati i limiti imposti dalla normativa UE, costringendo il Comune a sottostare a multe salatissime. Da Palazzo Garampi (quartier generale dell’amministrazione comunale) fanno sapere che attraverso i blocchi del traffico si è ottenuto un notevole abbassamento del livello di inquinamento, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e lo smog risulta rimanere a livelli altissimi. Non è infatti sufficiente la stima resa nota dall’ARPA, secondo cui “vi è stata una diminuzione delle concentrazioni di polveri sottili pari a 44,5 tonnellate di Pm10 e di 534 tonnellate di ossido di azoto”, per promuovere il blocco del traffico.
La stessa ARPA, infatti, afferma che i meccanismi legati alla produzione di polveri sottili sono molto più complessi e non possono essere spiegati semplicemente associandoli ai blocchi ed alle limitazioni imposti alla circolazione degli autoveicoli. Questo perché innanzitutto non è possibile determinare con precisione quanti mezzi abbiano realmente rispettato le limitazioni. Inoltre la concentrazione di polveri sottili dipende in maniera imprescindibile dalle condizioni climatiche (ad esempio il vento può contribuire a spingere in città le polveri prodotte dai veicoli che transitano sulla statale non soggetti ai blocchi) e se i comuni limitrofi non aderiscono ai blocchi, come avvenuto già lo scorso anno, l’impatto dei blocchi del traffico può essere scientificamente sintetizzato con una parola: inutile.
Va infine sottolineato che l’ARPA ha appurato che lo scorso anno, nella giornata adibita al blocco della circolazione (giovedì n.d.r.), i livelli di polveri sottili sono addirittura aumentati e si sono raggiunti picchi senza pari nell’orario
di pranzo (quando il blocco veniva sospeso). A tal proposito voci di corridoio affermano che, se la giunta nelle prossime settimane approverà il piano dei blocchi, farà saltare anche la pausa pranzo imponendo il divieto di circolazione dalle 8:30 (l’anno scorso si iniziava alle 9:00) alle 18:30.
Ad oggi, dunque, il provvedimento che prevede le limitazioni al traffico ha sortito solo alcuni effetti che nulla hanno a che fare con la salvaguardia dell’ambiente: far rivoltare gli artigiani ed i commercianti, staccare qualche multa e causare disagi ai cittadini. Come molti in città affermano, sarebbe giunta l’ora di puntare in un’altra direzione, abbandonando definitivamente l’ideologia “rosso-verde” che domina l’amministrazione riminese e prendendo finalmente atto del fatto che i provvedimenti adottati ad oggi non fanno altro che creare disagio ai cittadini senza ottenere i risultati sperati.
oramento della condizione ambientale. Al contrario sono sempre stati sfiorati i limiti imposti dalla normativa UE, costringendo il Comune a sottostare a multe salatissime. Da Palazzo Garampi (quartier generale dell’amministrazione comunale) fanno sapere che attraverso i blocchi del traffico si è ottenuto un notevole abbassamento del livello di inquinamento, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e lo smog risulta rimanere a livelli altissimi. Non è infatti sufficiente la stima resa nota dall’ARPA, secondo cui “vi è stata una diminuzione delle concentrazioni di polveri sottili pari a 44,5 tonnellate di Pm10 e di 534 tonnellate di ossido di azoto”, per promuovere il blocco del traffico.La stessa ARPA, infatti, afferma che i meccanismi legati alla produzione di polveri sottili sono molto più complessi e non possono essere spiegati semplicemente associandoli ai blocchi ed alle limitazioni imposti alla circolazione degli autoveicoli. Questo perché innanzitutto non è possibile determinare con precisione quanti mezzi abbiano realmente rispettato le limitazioni. Inoltre la concentrazione di polveri sottili dipende in maniera imprescindibile dalle condizioni climatiche (ad esempio il vento può contribuire a spingere in città le polveri prodotte dai veicoli che transitano sulla statale non soggetti ai blocchi) e se i comuni limitrofi non aderiscono ai blocchi, come avvenuto già lo scorso anno, l’impatto dei blocchi del traffico può essere scientificamente sintetizzato con una parola: inutile.
Va infine sottolineato che l’ARPA ha appurato che lo scorso anno, nella giornata adibita al blocco della circolazione (giovedì n.d.r.), i livelli di polveri sottili sono addirittura aumentati e si sono raggiunti picchi senza pari nell’orario
di pranzo (quando il blocco veniva sospeso). A tal proposito voci di corridoio affermano che, se la giunta nelle prossime settimane approverà il piano dei blocchi, farà saltare anche la pausa pranzo imponendo il divieto di circolazione dalle 8:30 (l’anno scorso si iniziava alle 9:00) alle 18:30.Ad oggi, dunque, il provvedimento che prevede le limitazioni al traffico ha sortito solo alcuni effetti che nulla hanno a che fare con la salvaguardia dell’ambiente: far rivoltare gli artigiani ed i commercianti, staccare qualche multa e causare disagi ai cittadini. Come molti in città affermano, sarebbe giunta l’ora di puntare in un’altra direzione, abbandonando definitivamente l’ideologia “rosso-verde” che domina l’amministrazione riminese e prendendo finalmente atto del fatto che i provvedimenti adottati ad oggi non fanno altro che creare disagio ai cittadini senza ottenere i risultati sperati.


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