"Da oltre trent'anni la politica della scuola si comporta in maniera irrsponsabile. Ciò ha rubato il futuro ad i giovani della mia generazione, ma quelli del 2020 non possono essere oggetto di una bassa speculazione politica". Con questa dichiarazione, rilasciara all'agenzia ANSA, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini risponde alle polemiche che si sono sollevate negli ultimi giorni a riguardo della sua propoista di riforma del sistema scolastico italiano. "I dipendenti della scuola in Italia sono ol
tre 1.300.000 e sono decisamente troppi", prosegue il ministro, "vorrei una scuola con meno professori, più pagati e più gratificati. Con questo non si intende modificare il tempo pieno che, anzi, sarà addirittura incrementato del 50%".
Dopo la pace fatta con il Ministro Umberto Bossi, il quale aveva polemizzato all'idea che fosse reintrodotto il maestro unico nelle scuole primarie, la Gelmini ha dichiarato che entro il 20 settembre convocherà le parti sociali per trovare un accordo sul piano programmatico della scuola. Ma questo non è stato sufficiente a calmare gli animi in casa PD i cui dirigenti hanno definito la proposta della Gelmini "un'improvvisazione totale che avrà effetti drammatici sulla scuola italiana". Proprio a tal proposito Walter Veltroni ha annunciato che dal 26 al 29 settembre è in programma lo "Scuola day" con la mobilitazione del personale scolastico in protesta alla riforma Gelmini.
Ma analizziamo nel dettaglio il "sistema scuola" italiano. Va sottolineato che la spesa per il personale ha un’incidenza altissima sul bilancio complessivo del ministero, e questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro. Tutto ciò è il frutto di politiche passate assolutamente sbagliate che hanno spesso usato la scuola come una sorta di ammortizzatore sociale (come denunciato dalla stessa Gelmini). Come dichiarato dall'On. Fontana del Pdl "Il Ministro Gelmini sta facendo un ottimo lavoro perché l’Italia abbia, finalmente, una scuola di qualità, dopo i tanti disastri del passato, dovuti a politiche demagogiche e spesso irresponsabili". Da un punto di vista pratico l’introduzione dell’educazione civica, il ripristino del giudizio in condotta e del maestro unico alle elementari rappresentano passi necessari per liberare la scuola dalle nefaste eredità ideologiche degli anni passati. Si stanno inoltre facendo passi avanti per quello che è un pò il leitmotiv del Governo Berlusconi: la lotta agli sprechi. E' infatti intenzione della Gelmini far sì che anche nella scuola, così come si sta tentando di fare in altri settori, tra i docenti così come tra gli studenti, prevalga la cultura del merito.
In Italia, infatti, troppo spesso assistiamo ad ingiustizie senza pari. Mi rife
risco alle migliaiai di insegnanti, ad ogni livello, che una volta acquisito il ruolo si adagiano nella loro posizione senza tenersi informati e spesso non svolgendo il proprio lavoro con passione e dedizione. E' chiaro che in parte ciò è anche dovuto alla scarsa retribuzione che gli spetta, ma il problema più grande è che non c'è concorrenza di alcun tipo. In Italia ci sono migliaia di persone che da anni vivono da precarie nel settore dell'istruzione e che sanno già che non avranno mai la possibilità di affermarsi nel loro mestiere in quanto le posizioni disponibili sono sature. Chiaramente gli insegnanti sono troppo, su questo non vi è dubbio, e in un periodo in cui il mercato del lavoro italiano (e non solo) è totalmente immobile, non hanno altre alternativa se non quella di sperare. Ma le speranze sono spesso disattese e, nella maggior parte dei casi, lo si sà in partenza. Basta prendere il caso di professori delle superiori che da anni fanno supplenze ma che, non avendo avuto modo di fare il SISS (la Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) non riusciranno mai neppure a passare dalla terza alla seconda fascia con possibilità di assunzione a tempo indeterminato praticamente nulle!
Anche questa è l'ennesima ingiustizia tutta italiana frutto, come del resto gran parte dei mali del nostro paese, di oltre cinquant'anni di politiche sbagliate e non lungimiranti. Non me ne intendo particolarmente, sarò franco, ma la riforma della Gelmini, se non altro, cerca di cambiare le cose. Non si può continuare in questo immobilismo per paura di sbagliare. E' ora di agire, di fare qualcosa, di rovesciare un sistema che si sta dimostrando obsoleto. Chiaramente, come ogni riforma del genere, richiederà tempo perchè i risultati si notino (aggiungerei purtroppo). Non vi è dubbio che anche le perplessità e le paure siano lecite e comprensibili, ma sarebbe ora che tutti si trovassero d'accordo sul fatto che qualcosa vada fatto. Ritengo che la riforma della scuola del Ministro Gelmini debba essere considerata una straordinaria opportunità che sarebbe molto grave rischiare di mancare perdendosi in sterili polemiche.
tre 1.300.000 e sono decisamente troppi", prosegue il ministro, "vorrei una scuola con meno professori, più pagati e più gratificati. Con questo non si intende modificare il tempo pieno che, anzi, sarà addirittura incrementato del 50%".Dopo la pace fatta con il Ministro Umberto Bossi, il quale aveva polemizzato all'idea che fosse reintrodotto il maestro unico nelle scuole primarie, la Gelmini ha dichiarato che entro il 20 settembre convocherà le parti sociali per trovare un accordo sul piano programmatico della scuola. Ma questo non è stato sufficiente a calmare gli animi in casa PD i cui dirigenti hanno definito la proposta della Gelmini "un'improvvisazione totale che avrà effetti drammatici sulla scuola italiana". Proprio a tal proposito Walter Veltroni ha annunciato che dal 26 al 29 settembre è in programma lo "Scuola day" con la mobilitazione del personale scolastico in protesta alla riforma Gelmini.
Ma analizziamo nel dettaglio il "sistema scuola" italiano. Va sottolineato che la spesa per il personale ha un’incidenza altissima sul bilancio complessivo del ministero, e questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro. Tutto ciò è il frutto di politiche passate assolutamente sbagliate che hanno spesso usato la scuola come una sorta di ammortizzatore sociale (come denunciato dalla stessa Gelmini). Come dichiarato dall'On. Fontana del Pdl "Il Ministro Gelmini sta facendo un ottimo lavoro perché l’Italia abbia, finalmente, una scuola di qualità, dopo i tanti disastri del passato, dovuti a politiche demagogiche e spesso irresponsabili". Da un punto di vista pratico l’introduzione dell’educazione civica, il ripristino del giudizio in condotta e del maestro unico alle elementari rappresentano passi necessari per liberare la scuola dalle nefaste eredità ideologiche degli anni passati. Si stanno inoltre facendo passi avanti per quello che è un pò il leitmotiv del Governo Berlusconi: la lotta agli sprechi. E' infatti intenzione della Gelmini far sì che anche nella scuola, così come si sta tentando di fare in altri settori, tra i docenti così come tra gli studenti, prevalga la cultura del merito.
In Italia, infatti, troppo spesso assistiamo ad ingiustizie senza pari. Mi rife
risco alle migliaiai di insegnanti, ad ogni livello, che una volta acquisito il ruolo si adagiano nella loro posizione senza tenersi informati e spesso non svolgendo il proprio lavoro con passione e dedizione. E' chiaro che in parte ciò è anche dovuto alla scarsa retribuzione che gli spetta, ma il problema più grande è che non c'è concorrenza di alcun tipo. In Italia ci sono migliaia di persone che da anni vivono da precarie nel settore dell'istruzione e che sanno già che non avranno mai la possibilità di affermarsi nel loro mestiere in quanto le posizioni disponibili sono sature. Chiaramente gli insegnanti sono troppo, su questo non vi è dubbio, e in un periodo in cui il mercato del lavoro italiano (e non solo) è totalmente immobile, non hanno altre alternativa se non quella di sperare. Ma le speranze sono spesso disattese e, nella maggior parte dei casi, lo si sà in partenza. Basta prendere il caso di professori delle superiori che da anni fanno supplenze ma che, non avendo avuto modo di fare il SISS (la Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) non riusciranno mai neppure a passare dalla terza alla seconda fascia con possibilità di assunzione a tempo indeterminato praticamente nulle!Anche questa è l'ennesima ingiustizia tutta italiana frutto, come del resto gran parte dei mali del nostro paese, di oltre cinquant'anni di politiche sbagliate e non lungimiranti. Non me ne intendo particolarmente, sarò franco, ma la riforma della Gelmini, se non altro, cerca di cambiare le cose. Non si può continuare in questo immobilismo per paura di sbagliare. E' ora di agire, di fare qualcosa, di rovesciare un sistema che si sta dimostrando obsoleto. Chiaramente, come ogni riforma del genere, richiederà tempo perchè i risultati si notino (aggiungerei purtroppo). Non vi è dubbio che anche le perplessità e le paure siano lecite e comprensibili, ma sarebbe ora che tutti si trovassero d'accordo sul fatto che qualcosa vada fatto. Ritengo che la riforma della scuola del Ministro Gelmini debba essere considerata una straordinaria opportunità che sarebbe molto grave rischiare di mancare perdendosi in sterili polemiche.


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