“Spezzeremo la mano di chiunque volesse attaccare l'Iran ancora prima che possa premere il grilletto”. Questa è la minaccia lanciata dal premier iraniano Ah
madinejad in occasione del 28° anniversario dell’attacco iracheno (ovvero lo scoppio della guerra Iran-Iraq che insanguinò la regione tra il 1980 ed il 1988). Ad aggravare la situazione arriva anche la notizia che il governo di Teheran ha respinto le richieste Onu di sospendere l'arricchimento dell'uranio nel quadro del suo programma nucleare. Ora, io non sono favorevole alla limitazione del potere decisionale dei singoli stati, ma considerando anche solo il linguaggio estremamente agguerrito e minaccioso di Ahmadinejad, che per la cronaca non è più sostenuto neppure dagli ayatollah, credo che davvero il programma di ricerca nucleare iraniano possa essere una minaccia per la pace globale (anche se di pace al mondo ce n’è davvero poca!).
Alle dichiarazioni di Ahmadinejad, ha fatto eco il presidente americano George W. Bush il quale, davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, ha affermato che paesi “come la Siria e l’Iran continuano a sostenere il terrorismo internazionale di matrice islamica”. Bush ha poi proseguito nel suo intervento chiedendo alle Nazioni Unite di attuare le sanzioni verso la Corea del nord e l’Iran contro la proliferazione nucleare. Nel dire ciò ha inoltre sottolineato che “occorre procedere ad una ristrutturazione del Consiglio per i Diritti Umani perché troppo spesso ha protetto i paesi violatori”.
Per quanto filo-americano, non sono mai stato un grande sostenitore dell’amministrazione Bush in quanto ritengo che abbia spesso esagerato nei toni portando il mondo a vivere conflitti che si sarebbero potuti tranquillamente evitare. In questo caso, però, sono convinto che le preoccupazioni espresse dall’amministrazione statunitense siano più che condivisibili. Ahmadinejad, così come il presidente nord-coreano Kim Jong-Il, troppo spesso ricorrono a linguaggi belligeranti
e non nascondono le proprie ambizioni di porre rimedio ad alcune situazioni internazionali ricorrendo all’uso della forza. Nello specifico mi riferisco prevalentemente all’Iran che, in più di un occasione, si è detta pronta a lanciare una guerra contro Israele. E’ ovvio che se le ricerche in campo nucleare fossero finalizzate semplicemente alla creazione di nuove fonti energetiche non ci sarebbe nulla da eccepire alle volontà del governo di Teheran. Ma il dubbio che queste ricerche siano invece finalizzate alla costruzione di armi atomiche rimane. E a quel punto cosa potrebbe succedere? Si tornerebbe ad una sorta di “guerra fredda” ricorrendo nuovamente al principio della deterrenza, oppure si concretizzerebbe davvero la possibilità di una guerra atomica? Sembrano quasi scenari fantascientifici, ma il rischio esiste ed è concreto. Il problema è che, ancora una volta, le Nazioni Unite si dimostrano deboli, senza contare che il ricorso alle sanzioni non fa altro che gravare sul benessere della povera gente aumentando l’astio nei confronti dell’Occidente. Ma allora quale potrebbe essere la soluzione? Questo davvero non sono in grado di dirlo, ma probabilmente attraverso un maggiore dialogo qualche risultato potrebbe essere ottenuto.
madinejad in occasione del 28° anniversario dell’attacco iracheno (ovvero lo scoppio della guerra Iran-Iraq che insanguinò la regione tra il 1980 ed il 1988). Ad aggravare la situazione arriva anche la notizia che il governo di Teheran ha respinto le richieste Onu di sospendere l'arricchimento dell'uranio nel quadro del suo programma nucleare. Ora, io non sono favorevole alla limitazione del potere decisionale dei singoli stati, ma considerando anche solo il linguaggio estremamente agguerrito e minaccioso di Ahmadinejad, che per la cronaca non è più sostenuto neppure dagli ayatollah, credo che davvero il programma di ricerca nucleare iraniano possa essere una minaccia per la pace globale (anche se di pace al mondo ce n’è davvero poca!).Alle dichiarazioni di Ahmadinejad, ha fatto eco il presidente americano George W. Bush il quale, davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, ha affermato che paesi “come la Siria e l’Iran continuano a sostenere il terrorismo internazionale di matrice islamica”. Bush ha poi proseguito nel suo intervento chiedendo alle Nazioni Unite di attuare le sanzioni verso la Corea del nord e l’Iran contro la proliferazione nucleare. Nel dire ciò ha inoltre sottolineato che “occorre procedere ad una ristrutturazione del Consiglio per i Diritti Umani perché troppo spesso ha protetto i paesi violatori”.
Per quanto filo-americano, non sono mai stato un grande sostenitore dell’amministrazione Bush in quanto ritengo che abbia spesso esagerato nei toni portando il mondo a vivere conflitti che si sarebbero potuti tranquillamente evitare. In questo caso, però, sono convinto che le preoccupazioni espresse dall’amministrazione statunitense siano più che condivisibili. Ahmadinejad, così come il presidente nord-coreano Kim Jong-Il, troppo spesso ricorrono a linguaggi belligeranti
e non nascondono le proprie ambizioni di porre rimedio ad alcune situazioni internazionali ricorrendo all’uso della forza. Nello specifico mi riferisco prevalentemente all’Iran che, in più di un occasione, si è detta pronta a lanciare una guerra contro Israele. E’ ovvio che se le ricerche in campo nucleare fossero finalizzate semplicemente alla creazione di nuove fonti energetiche non ci sarebbe nulla da eccepire alle volontà del governo di Teheran. Ma il dubbio che queste ricerche siano invece finalizzate alla costruzione di armi atomiche rimane. E a quel punto cosa potrebbe succedere? Si tornerebbe ad una sorta di “guerra fredda” ricorrendo nuovamente al principio della deterrenza, oppure si concretizzerebbe davvero la possibilità di una guerra atomica? Sembrano quasi scenari fantascientifici, ma il rischio esiste ed è concreto. Il problema è che, ancora una volta, le Nazioni Unite si dimostrano deboli, senza contare che il ricorso alle sanzioni non fa altro che gravare sul benessere della povera gente aumentando l’astio nei confronti dell’Occidente. Ma allora quale potrebbe essere la soluzione? Questo davvero non sono in grado di dirlo, ma probabilmente attraverso un maggiore dialogo qualche risultato potrebbe essere ottenuto.


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