domenica 24 agosto 2008

Si concludono oggi i XXIX Giochi Olimpici dell'era moderna, ma...

Si concludono oggi i Giochi Olimpici di Pechino. Nonostante i numerosi timori della vigilia, tutto è proseguito nel migliore dei modi e gli esperti hanno addirittura definito l'evento memorabile dal punto di vista dell'organizzazione e della spettacolarità. Non vi sono dunque stati i temuti attacchi terroristici nè, tantomeno, eccessive manifestazioni di protesta per le ben note vicende legate ai diritti umani nel paese. Alla conclusione dei Giochi, però, non corrisponde la fine della ormai nota repressione in Tibet che aveva rischiato di causare il boicotaggio da parte di numerosi paesi occidenatali.
Il Dalai Lama, che in questi giorni è in visita a Parigi, ha accusato l'esercito cinese di "aver sparato contro la folla lunedì scorso nella regione di Kham" provocando, secondo le agenzie di stampa francesi, 140 morti. Secondo il Dalai Lama, dall'inizio delle proteste in Tibet, il 10 marzo scorso, "testimoni affidabili hanno riferito che nella sola regione di Lhasa (capitale del Tibet) 400 persone sono state uccise da colpi d'arma da fuoco". Tutto ciò è ancor più deploreveole se si considera che i manifestanti tibetani erano tutti disarmati.
Durante i giochi, inoltre, due fotografi dell'agenzia Ap sono stati fermati a Pechino mentre scattavano immagini di una protesta di un gruppo di attivisti pro-Tibet, come riferito da un giornalista della stessa agenzia. L'episodio è avvenuto nella notte tra il 13 e 14 agosto, quando il gruppetto ha cercato di srotolare uno striscione in favore del Tibet, come avvenuto anche in numerose altre occasioni durante i Giochi. I due fotografi, prima di essere rilasciati, si sono visti sequestrare le apparecchiature e le immagini scattate.
Oggi, intanto, a poche ore dalla chiusura dei Giochi, l'ANSA ha battuto un'agenzia che riferisce che 2.000 esiliati tibetani hanno manifestato a Kathmandu (Nepal) per l'indipendenza del Tibet. I dimostranti, tra i quali molti bambini e monaci con bandiere del Tibet e striscioni con slogan indipendentisti, sono sfilati in corteo per circa otto chilometri alla periferia della capitale nepalese. La polizia, pur presente in forze, si è limitata a controllare la situazione e non è intervenuta.
I riflettori su Pechino sono dunque in procinto di spegnersi, ma le violazioni dei diritti umani proseguono. C'è da augurarsi che il mondo non chiuda gli occhi e non faccia finta di non vedere. E' necessario che si trovi al più presto una soluzione prima che sia davvero troppo tardi. La Cina, infatti, pensa ormai da tempo alla costruzione di una ferrovia e di alcuni stabilimenti industriali in Tibet; ciò causerebbe una forte migrazione cinese verso la regione rendendo, di fatto, i tibetani una minoranza a casa loro.

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