Si è concluso senza conseguenze il dirottamento dell'aereo sudanese della compagnia Sun Air. E' infatti di oggi la notizia, annunciata da un responsabile libico, che i pirati dell'aria che hanno dirottato ieri un aereo sudanese verso la Libia, si sarebbero arresi e consegnati alle autorità locali. I dirottatori si sono arresi dopo negoziati con le autorità di Tripoli e sono stati trasferiti in una delle sale dell'aeroporto di Kufra. I pirati dell'aria avevano già liberato nella giornata di ieri tutti i passeggeri e tenevano in ostaggio solo i sei membri dell'equipaggio. Intanto le autorità sudanesi hanno chiesto alla Libia di arrestare i '"terroristi" e di consegnarli al Sudan.
L'episodio, che ha avuto inizio lo scorso 26 agosto, ha visto protagonista un Boeing 737 sudanese con 95 persone a bordo mentre che era in volo da Nyala (capoluogo del Darfur)
a Karthoum. Il velivolo era stato fatto atterrare in Libia, ma i pirati dell'aria erano intenzionati a raggiungere Parigi. I dirottatori, almeno una decina, apparterrebbero ad un'ala minoritaria del Movimento di Liberazione del Sudan (Slm), un gruppo ribelle del Darfur, guidato da Abdel Wahid Mohammed al-Nur, che attualmente vive proprio nella capitale francese. Quest'ultimo ha però smentito qualsiasi tipo di implicazione.
Secondo le agenzie, lo scopo principale del gesto sarebbe stato quello di rapire il governatore del Darfur del sud, Ali Mahmud. Ma il colpo non è riuscito in quanto Mahmud era partito da Nyala con un altro aereo. Questo è quanto emerso dalle prime indicazioni rilasciate dopo l'arresto da due dei componenti del commando, che non si sa ancora se siano o no ribelli del Darfur, come invece molti elementi fanno ritenere. A bordo dell'aereo erano presenti anche numerosi altri responsabili del Darfur che avevano partecipato nelle ore precedenti ad un convegno. Tra questi anche il capo della commissione per la distribuzione delle terre, Adam Abdel Rahman, e quello della commissione incaricata di soprintendere all'applicazione dell'accordo di pace di Abuja tra governo sudanese e la corrente maggioritaria del Movimento di Liberazione del Sudan (Slm) nel 2006. L'episodio si è dunque concluso senza conseguenze.
L'episodio, che ha avuto inizio lo scorso 26 agosto, ha visto protagonista un Boeing 737 sudanese con 95 persone a bordo mentre che era in volo da Nyala (capoluogo del Darfur)
a Karthoum. Il velivolo era stato fatto atterrare in Libia, ma i pirati dell'aria erano intenzionati a raggiungere Parigi. I dirottatori, almeno una decina, apparterrebbero ad un'ala minoritaria del Movimento di Liberazione del Sudan (Slm), un gruppo ribelle del Darfur, guidato da Abdel Wahid Mohammed al-Nur, che attualmente vive proprio nella capitale francese. Quest'ultimo ha però smentito qualsiasi tipo di implicazione.Secondo le agenzie, lo scopo principale del gesto sarebbe stato quello di rapire il governatore del Darfur del sud, Ali Mahmud. Ma il colpo non è riuscito in quanto Mahmud era partito da Nyala con un altro aereo. Questo è quanto emerso dalle prime indicazioni rilasciate dopo l'arresto da due dei componenti del commando, che non si sa ancora se siano o no ribelli del Darfur, come invece molti elementi fanno ritenere. A bordo dell'aereo erano presenti anche numerosi altri responsabili del Darfur che avevano partecipato nelle ore precedenti ad un convegno. Tra questi anche il capo della commissione per la distribuzione delle terre, Adam Abdel Rahman, e quello della commissione incaricata di soprintendere all'applicazione dell'accordo di pace di Abuja tra governo sudanese e la corrente maggioritaria del Movimento di Liberazione del Sudan (Slm) nel 2006. L'episodio si è dunque concluso senza conseguenze.


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