Il presidente del Pakistan Pervez Musharraf ha annunciato, il 18 agosto scorso, le sue dimissioni parlando alla televisione. In quell'occasione Musharraf ha detto che contro di lui "il governo ha lanciato accuse false per giustificare l'impeachment nei suoi confronti" aggiungendo di aver agito "in assoluta buona fede" nell'affrontare le sfide interne al paese sviluppandone anche l'economia. Musharraf ha spiegato anche che la
sua rinuncia all'incarico non deve essere considerata una sconfitta, ma un gesto fatto "nell'interesse del Pakistan e del popolo", come riferito dallo stesso presidente dimissionario alla televisione pachistana Geo News. Il Governo di Islamabad si è impegnato a fornire adeguate misure di sicurezza all'ex presidente.Ma neppure le dimissioni di Musharraf hanno riportato la situazione alla calma. Continuano infatti le proteste di numerosi esponenti della maggioranza di governo del paese. E' proprio di oggi la notizia che Sharif, leader del secondo partito pakistano, potrebbe abbandonare la maggioranza se i giudici allontanati nelle scorse settimane da Musharraf non verranno reintegrati entro domani. Sharif, Presidente della Lega Pachistana Musulmana, ha addirittura ipotizzato l'uscita dalla coalizione di governo. "Se i giudici allontanati da Musharraf non torneranno al loro posto sarà un brutto giorno per la democrazia" ha detto Sharif. "In quel caso - ha concluso - noi non avremmo altra scelta che lasciare la coalizione di maggioranza e stare all'opposizione".
sua rinuncia all'incarico non deve essere considerata una sconfitta, ma un gesto fatto "nell'interesse del Pakistan e del popolo", come riferito dallo stesso presidente dimissionario alla televisione pachistana Geo News. Il Governo di Islamabad si è impegnato a fornire adeguate misure di sicurezza all'ex presidente.Ma neppure le dimissioni di Musharraf hanno riportato la situazione alla calma. Continuano infatti le proteste di numerosi esponenti della maggioranza di governo del paese. E' proprio di oggi la notizia che Sharif, leader del secondo partito pakistano, potrebbe abbandonare la maggioranza se i giudici allontanati nelle scorse settimane da Musharraf non verranno reintegrati entro domani. Sharif, Presidente della Lega Pachistana Musulmana, ha addirittura ipotizzato l'uscita dalla coalizione di governo. "Se i giudici allontanati da Musharraf non torneranno al loro posto sarà un brutto giorno per la democrazia" ha detto Sharif. "In quel caso - ha concluso - noi non avremmo altra scelta che lasciare la coalizione di maggioranza e stare all'opposizione".Il problema più grande è che non si tratta di una semplice crisi politica fine a sè stessa. In un paese instabile come il Pakistan, infatti, le ripercussioni delle tensioni politiche si traducono spesso in gesti folli tra i membri della comunità pachistana. Non è dunque un caso se le agenzie, poco dopo aver battuto le dichiarazioni di Sharif, hanno dovuto annunciare l'ennesino attentato suicida nel paese. Una duplice esplosione ai cancelli di una fabbrica d'armi, ha causato 20 morti tra gli operai che si stavano apprestando ad uscire dal lavoro. Alcuni testimoni oculari hanno dichiarato che
un uomo si è fatto esplodere e che poi sarebbe seguita una seconda esplosione. Le esplosioni si sarebbero verificate al momento del cambio di turno degli impiegati della fabbrica nella zona di Wah Cantt non lontano dalla capitale Islamabad. L'auspicio è che non vi siano collegamenti con quanto sta avvenendo nel paese da un punto di vista politico. E' infatti interesse del mondo intero che il Pakistan si ristabilisca al più presto onde evitare che il proprio governo, indebolendosi eccessivamente, possa cadere preda dell'integralismo di matrice islamica. Si tratta della crisi politica più grave per il Pakistan dai tempi dell'omicidio di Benazir Bhutto lo scorso dicembre che portò al rinvio delle elezioni ed a momenti di altissima tensione. Mi auguro che non si ripetano le violenze che caratterizzarono quel periodo, ma il fatto che si stiano verificando atti di violenza sia in India che in Pakistan non annuncia nulla di buono.
un uomo si è fatto esplodere e che poi sarebbe seguita una seconda esplosione. Le esplosioni si sarebbero verificate al momento del cambio di turno degli impiegati della fabbrica nella zona di Wah Cantt non lontano dalla capitale Islamabad. L'auspicio è che non vi siano collegamenti con quanto sta avvenendo nel paese da un punto di vista politico. E' infatti interesse del mondo intero che il Pakistan si ristabilisca al più presto onde evitare che il proprio governo, indebolendosi eccessivamente, possa cadere preda dell'integralismo di matrice islamica. Si tratta della crisi politica più grave per il Pakistan dai tempi dell'omicidio di Benazir Bhutto lo scorso dicembre che portò al rinvio delle elezioni ed a momenti di altissima tensione. Mi auguro che non si ripetano le violenze che caratterizzarono quel periodo, ma il fatto che si stiano verificando atti di violenza sia in India che in Pakistan non annuncia nulla di buono.


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