sabato 23 agosto 2008

La crisi georgiana spacca il Consiglio Russia-NATO

Non è ancora chiaro se la situazione in Georgia stia giungendo ad una soluzione pacifica. Negli ultimi giorni, infatti, sono numerose le notizie e le smentite che si susseguono. Quel che è certo è che i rapporti tra Russia e Occidente (sembra di essere tornati ai tempi della Guerra Fredda, ma di fatto non si tratta solo delle relazioni Russia-Usa ma anche di quelle Russia-UE) si sono rapidamente deteriorati raggiungendo un gelo senza precedenti dalla caduta del Muro di Berlino.Giovedì scorso, infatti, il Governo di Mosca ha annunciato di sospendere la cooperazione militare con i Paesi della Nato. A comunicarlo alla stampa è stato il portavoce dell'Alleanza Atlantica Carmen Romero affermando che "il ministro della Difesa della Federazione russa ha preso la decisione di fermare le attività di cooperazione militare internazionale tra la Russia e i Paesi della Nato, fino a nuovo avviso", aggiungendo di non avere informazioni sulle conseguenze della decisione nè, tantomeno, se riguarderà anche l'accordo di transito per l'Afghanistan. A nulla paiono servire le richieste dei ministri degli esteri europei guidati dal nostro Franco Frattini il quale auspica che la Russia riveda la sua posizione e non fermi la collaborazione militare con la Nato, che il capo della Farnesina considera "indispensabile" per la sicurezza comune. Il ministro degli Esteri italiano si dice "convinto che per l'Italia, l'Europa e la Nato la collaborazione militare con la Russia sia indispensabile. Ne va della nostra sicurezza nei tanti scenari di crisi a partire dall'Afghanistan fino alla questione del nucleare iraniano".
Ma proprio sul tema della stabilità internazionale, è di pochi giorni fa la notizia secondo cui la Federazione russa si è dichiarata pronta a fornire nuovi armamenti alla Siria di Assad. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Il capo della diplomazia di Mosca ha dichiarato che il Cremlino "é pronto a esaminare la domanda siriana a proposito dell'acquisto di nuovi tipi di armamenti" emersa in occasione dell'incontro tenutosi a Soci con il presidente siriano Bashar al-Assad. Contemporaneamente, in un'intervista apparsa sul quotidiano Kommersant, al-Assad si é detto pronto ad ospitare anche i nuovi complessi missilistici russi Iskander. Quest'ultima notizia pare voler controbilanciare l'annuncio dell'accordo tra USA e Polonia per l'installazione di una base missilistica statunitense in territorio polacco.
Pare dunque che si stia tornando ad un livello di tensione internazionale che ricorda molto i tempi della Guerra Fredda e che l'esperienza avviata il 28 maggio 2002 a Pratica di Mare (alle porte di Roma) con la creazione del Consiglio Russia-Nato, sia giunta al capolinea.

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