Mentre scrivo a Pechino si sta svolgendo la cerimonia d’apertura dei XXIX Giochi Olimpici dell’era moderna. Una cerimonia blindata, a causa dei recenti attentati compiuti ad opera degli integralisti islamici (che il governo di Pechino si limita a definire agitatori), ma altrettanto spettacolari con una giusta commistione tra tradizione e modernità.
Tutto ha avuto inizio con un conto alla rovescia che ha dato il via ad una serie di giochi pirotecnici che hanno collegato idealmente Piazza Tienanmen allo stadio a forma di nido d’uccello tanto vicini da un punto di vista geografico quanto distanti da un punto di vista di memoria storica. Dopo un bellissimo spettacolo che ha visto protagonisti oltre 2000 percussionisti è stata la volta dell’orgoglio nazionale, con 56 bambini rappresentanti delle altrettante etnie riconosciute dal governo pechinese che hanno consegnato la bandiera della Repubblica Popolare ad alcuni rappresentanti dell’esercito, elemento essenziale del governo cinese (è considerato l’esercito più grande del mondo con oltre 2 milioni e mezzo di soldati). Il tutto è avvenuto sotto gli occhi attenti del presidente Ju Jintao il quale, insolitamente, si è lasciato scappare anche un sorriso.Tutto pare essere stato curato nei minimi dettagli, soprattutto perché per la Cina questi Giochi rappresentano l’opportunità per il paese di dimostrare al mondo intero di essere un paese moderno e all’avanguardia e di essere in procinto di diventare la prima potenza mondiale. Al contempo, come affermato dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, è auspicabile che questo evento possa favorire degli spiragli di libertà i
n quello che continua ad essere, nonostante tutto, una dittatura comunista. Danza, musica e recitazione, dunque, la stanno facendo da padrona in questa cerimonia di apertura, ma non vorrei che tutto ciò contribuisca a porre in secondo piano un problema che affligge la Repubblica Popolare Cinese: il non rispetto dei diritti umani. La Cina, infatti, si continua a macchiare di crimini terribili contro l’umanità; dalla mancanza di libertà d’espressione e d’opinione ai noti fatti legati alla libertà religiosa in Tibet.
n quello che continua ad essere, nonostante tutto, una dittatura comunista. Danza, musica e recitazione, dunque, la stanno facendo da padrona in questa cerimonia di apertura, ma non vorrei che tutto ciò contribuisca a porre in secondo piano un problema che affligge la Repubblica Popolare Cinese: il non rispetto dei diritti umani. La Cina, infatti, si continua a macchiare di crimini terribili contro l’umanità; dalla mancanza di libertà d’espressione e d’opinione ai noti fatti legati alla libertà religiosa in Tibet.Questi Giochi saranno sicuramente spettacolari sotto molti punti di vista, ne sono certo, ma non possono cancellare quanto stia avvenendo in quel paese così lontano ma, in fondo, così vicino a noi. La Cina vincerà sicuramente tantissime medaglie (sono anni che si sta preparando all’evento) ma non vorrei che vincesse anche “l’olimpiade della repressione”: questo sarebbe inaccettabile.


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