e Heath Palin, attualmente governatrice dello stato dell'Alaska e proveniente dal mondo del giornalismo televisivo. Decisamente diversa la scelta del democratico Barack Obama; ci si aspettava, infatti, che il se
natore dell'Illinois scegliesse la grande sconfitta alle primarie Hillary Clinton, ma così non è stato. Obama ha optato per il più navigato Joseph Robinette "Joe" Biden, Jr., 66enne senatore del Delaware.Ma guardiamo, in maniera schematica, quali sono i punti di vista dei due candidati sulle tematiche che hanno maggior rilievo a livello internazionale.
Relazioni Internazionali
John McCain
McCain è da tempo impegnato nella promozione della democrazia in Africa e Medio Oriente. Si espresso in maniera estremamente critica nei confronti della Russia per il comportamento del Cremlino nella crisi georgiana ed ha manifestato soddisfazione per la decisione del presidente pakistano Musharraf di dimettersi affermando che ritiene inopportuno che gli USA proseguano nella loro co-operazione con il Pakistan considerata l'assenza di democrazia nel paese. McCain, inoltre, supporta la U.S.-India Civil Nuclear Accord considerandola "la base di partenza per rafforzare le relazioni con quella che considera la più grande democrazia del mondo". In tal senso McCain pare intenzionato a rivitalizzare la posizione degli stati uniti sullo scenario internazionale.
Barack Obama
Decisamente diverso il tono utilizzato da Obama il quale ritiene importante "incontrare i leader di tutte le nazioni, sia quelle amiche che quelle avverse", che ha però le stesse posizioni del suo avversario sia sulla questione pakistana che sulla crisi georgiana. Come senatore Obama ha votato favorevolmente allo U.S.-India Civil Nuclear Accord e nel corso della sua campagna ha enfatizzato il ruolo delle politiche estere multilaterali.
Crisi in Iraq
John McCain
McCain afferma che non intende continuare le operazioni in Iraq oltre il necessario "per garantire gli interessi americani nell'area" (ha previsto per il 2013 la fine delle operazioni di peace keeping). Il candidato repubblicano, infatti, ritiene che "un ritiro precipitoso delle forze americane condannerebbe l'Iraq ad una guerra civile" che rafforzerebbe le posizioni di al-Qaida. Ritiene, infine, che "il vantaggio di avere un alleato pacifico e democratico nel cuore del Medio Oriente potrebbe essere messo a repentaglio da uno sciagurato ed irrazionale ritiro immediato".
Barack Obama
Obama si è invece sempre dimostrato estremamente critico nei confronti delle operazioni militari in Iraq, ritenendo che, a differenza dell'Afghanistan, le operazioni non hanno mai avuto l'obbiettivo di combattere al-Qaida. Questa è la ragione per cui è intenzionato a ritirare le truppe immediatamente. Secondo i calcoli di Obama entro 16 mesi dall'inizio del mandato presidenziale tutti i soldati americani potrebbero aver fatto ritorno in patria. "Il modo migliore per responsabilizzare i leader iracheni è far capire loro che ci stiamo ritirando", questa è la frase che il candidato democratico ha pronunciato più volte riguardo all'Iraq. Anche in questo caso ritiene fondamentale coinvolgere nel dialogo gli altri paesi del Medio Oriente in modo che possano portare il loro contributo alla stabilizzazione interna dell'Iraq. Se eletto, Obama ha già detto che stanzierà almeno $ 2 miliardi in aiuti umanitari ai profughi iracheni.
Energia e cambiamenti climatici
John McCain
"Assicurare un'aria pulita, un'acqua salutare, un'uso sostenibile delle terre ed ampie aree verdi dev'essere considerata una responsabilità patriotica" Con queste parole McCain si riferisce alla grave crisi ambientale in cui riversa il paneta e manifesta la sua intenzione di sviluppare nuove tecnologie energetiche, oltre ad implementare il ricorso all'energia nucleare e all'estrazione di petrolio a largo delle coste statunitensi in modo da diminuire la quantità di greggio importata. Il candidato repubblicano è inoltre convinto che sia "necessaria una soluzione globale per affrontare i cambiamenti climatici del paese" e per questa ragione discuterà ampiamente del tema con gli alleati.
Barack Obama
La lotta al cambiamento climatico è invece definita da Obama come "la sfida morale più grande della nostra generazione". Il democratico ha proposto un piano da $ 150 miliardi da stanziare in 10 anni per studiare i bio carburanti e promuovere l'energia rinnovabile. Ritiene di essere in grado di gettare le basi per migliorare del 50% entro il 2030 l'efficienza energetica del paese attraverso l'istituzione di programmi competitivi di prestiti finalizzati alla costruzione di edifici energeticamente efficienti. Obama, infine, afferma di voler creare un Global Energy Forum che riunirà i paesi che consumano grandi quantità di energia per discutere delle tematiche legate all'ambiente.
E' chiaro che la corsa alla Casa Bianca si giocherà su altri temi che a noi, osservatori esterni, tangeranno poco. Di fondamentale importanza saranno le proposte legate all'educazione (tema con il quale Gerge W. Bush vinse le elzioni per il suo primo mandato presidenziale) e all'assistenza sanitaria (quest'ultimo è storicamente un punto di forza dei democratici). I sondaggi davano, fino a qualche giorno fa, i due candidati appaiati dopo la grande rincorsa di McCain. Oggi, all'indomani della convention democratica, alcune agenzie hanno battuto la notizia che Obama avrebbe recuperato addirittura 8 punti percentuali. Ma i sondaggi, la storia insegna, lasciano davvero il tempo che trovano. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane dopo, cioè, che anche i repubblicani avranno svolto la loro convention.


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