Incredulità e rabbia. Sono questi i sentimenti che gran parte degli sportivi italiani stanno provando in questi giorni. Dopo lo scandaloso caso di positività all'EPO del ciclista modenese Riccò al Tour de France, altri 2 atleti azzurri sono stati cancellati dalla lista
dei partenti per le prossime Olimpiadi di Pechino. Prima è stato il turno di un'altra ciclista, la giovanissima campionessa del mondo su strada Marta Bastianelli, la quale ha immediatamente urlato la sua innocenza affermando di aver assunto semplicemente un medicinale per dimagrire. Forse un errore fatale della giovane atleta, ma non ci sono grandi scusanti, considerando che una atleta, soprattutto in un momento così importante della sua carriera (vigilia delle Olimpiadi n.d.r.), dovrebbe stare estremamente attenta ai tipi di medicinali che assume, proprio per evitare che si verifichino situazioni come questa. Più recentemente è stato trovato positivo ai controlli antidoping il fiorettista livornese Andrea Baldini, un'altra possibile medaglia d'oro. In questo caso, però, mi pare che ci siano alcune cose che non tornano del tutto. L'atleta, infatti, avrebbe assunto il Furosemide (principio attivo del Lasix), un diuretico, e lo avrebbe fatto in occasione delle finali del fioretto a squadre svoltesi lo scorso 9 luglio a Kijev. Ciò che non torna, però, è il fatto che il diuretico in questione, secondo gli esperti, rimane nelle urine per sole 4 ore, quindi Baldini lo avrebbe dovuto assumere, indirettamente, o durante la finale o poco prima. Ma che senso avrebbe avuto tutto questo? Perchè mettere a repentaglio una partecipazione olimpica per una cosa così insensata?
dei partenti per le prossime Olimpiadi di Pechino. Prima è stato il turno di un'altra ciclista, la giovanissima campionessa del mondo su strada Marta Bastianelli, la quale ha immediatamente urlato la sua innocenza affermando di aver assunto semplicemente un medicinale per dimagrire. Forse un errore fatale della giovane atleta, ma non ci sono grandi scusanti, considerando che una atleta, soprattutto in un momento così importante della sua carriera (vigilia delle Olimpiadi n.d.r.), dovrebbe stare estremamente attenta ai tipi di medicinali che assume, proprio per evitare che si verifichino situazioni come questa. Più recentemente è stato trovato positivo ai controlli antidoping il fiorettista livornese Andrea Baldini, un'altra possibile medaglia d'oro. In questo caso, però, mi pare che ci siano alcune cose che non tornano del tutto. L'atleta, infatti, avrebbe assunto il Furosemide (principio attivo del Lasix), un diuretico, e lo avrebbe fatto in occasione delle finali del fioretto a squadre svoltesi lo scorso 9 luglio a Kijev. Ciò che non torna, però, è il fatto che il diuretico in questione, secondo gli esperti, rimane nelle urine per sole 4 ore, quindi Baldini lo avrebbe dovuto assumere, indirettamente, o durante la finale o poco prima. Ma che senso avrebbe avuto tutto questo? Perchè mettere a repentaglio una partecipazione olimpica per una cosa così insensata?Non ci sono prove per pensare che si tratti di una sorta di complotto nei confronti del 22enne azzurro, ma sicuramente il fatto non è del tutto chiaro. A mio avviso lo dimostra anche la diversa reazione del Presidente del Comitato Olimpico Italiano Petrucci il quale, mentre nel caso della Bastianelli si era pronunciato molto duramente, in questo caso non è assolutamente intervenuto nel dibattito.
Quel che è ce
rto è che lo sport, purtroppo, non è mai stato "pulito"; l'uso di doping è diffusissino per non dire che è la prassi. Basti pensare che i valori limite del sangue entro i quali non si considera l'uso di doping è molto più elevato di quello di una persona "normale". Ciò significa che è solo la quantità di sostanze dopanti assunte che fa la differenza. Tutti gli atleti sono al limite e basta un nonnulla perchè si sfori il limite stesso.
Mancano comunque pochissimi giorni al via delle Olimpiadi e c'è già chi dice che la Cina si stia preparando ormai da anni per dare una dimostrazione di forza conquistando il maggior numero di ori possibile. Visti i precedenti storici (DDR e URSS) chissà se anche i cinesi, oltre ad allenamenti sicuramente estenuanti (se sono in grado di lavorare per 6 giorni alla settimana senza mai fermarsi...) non abbiano anche studiato forme di doping non rilevabili. Il dubbio rimane e la domanda credo che sia più che lecita!
Quel che è ce
rto è che lo sport, purtroppo, non è mai stato "pulito"; l'uso di doping è diffusissino per non dire che è la prassi. Basti pensare che i valori limite del sangue entro i quali non si considera l'uso di doping è molto più elevato di quello di una persona "normale". Ciò significa che è solo la quantità di sostanze dopanti assunte che fa la differenza. Tutti gli atleti sono al limite e basta un nonnulla perchè si sfori il limite stesso.Mancano comunque pochissimi giorni al via delle Olimpiadi e c'è già chi dice che la Cina si stia preparando ormai da anni per dare una dimostrazione di forza conquistando il maggior numero di ori possibile. Visti i precedenti storici (DDR e URSS) chissà se anche i cinesi, oltre ad allenamenti sicuramente estenuanti (se sono in grado di lavorare per 6 giorni alla settimana senza mai fermarsi...) non abbiano anche studiato forme di doping non rilevabili. Il dubbio rimane e la domanda credo che sia più che lecita!


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