venerdì 1 agosto 2008

Alcol dopo le 2: il prefetto chiude e il giudice “riapre”

Rimini è, per antonomasia, la città dei locali notturni. Proprio per questo motivo risulta essere tra le località che più di tutte hanno risentito della legge che vieta la somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte, fortemente voluta dal Governo Prodi. Ma proprio a Rimini sta andando di scena, ormai da qualche tempo, un goliardico siparietto che vede protagonisti da un lato il prefetto, che nell’applicare la legge ordina la chiusura dei locali “trasgressori”, e dall’altra i giudici di pace che, considerando il fatto che la legge in questione fa acqua da tutte le parti, si vedono costretti ad annullare l’ordine di chiusura permettendo ai locali di continuare la loro normale attività. Questo avviene soprattutto perché, secondo i giudici di pace, vi sarebbero più problemi a “bloccare” i locali di quanti non ce ne siano permettendo loro di continuare. Nei giorni scorsi è toccato ad alcuni noti locali riminesi come Cocoricò, Rock Island ed Echoes, trovarsi protagonisti di quello che rischia sempre più di diventare un imbarazzante scontro istituzionale. E’ infatti questo quello che sta succedendo, in quanto da un lato troviamo chi tenta di far rispettare la legge (il prefetto) e dall’altra chi invece non può fare a meno di accogliere i ricorsi presentatigli (i giudici di pace). Proprio a tale proposito nei giorni scorsi il Deputato riminese Sergio Pizzolante, insieme ai colleghi Gianluca Pini (Lega Nord) e Simone Baldelli (FI-PdL), ha presentato alla Camera dei Deputati un Ordine del giorno che propone di eliminare il divieto pur continuando a combattere contro la vendita abusiva degli alcolici e concentrandosi maggiormente sull’educazione e la prevenzione in modo da evitarne l’abuso soprattutto da parte di più giovani. Il provvedimento va nella direzione di evitare inutili “guerre legali” che vanno a danno del turismo e dell’intrattenimento. L’OdG ha immediatamente ricevuto il plauso di gran parte delle categorie riminesi, in particolar modo di CNA e Confcommercio. Quest’ultima (affiancata da Fipe e Silb), in una nota ufficiale ha dichiarato che si tratta di “una modifica necessaria e giusta […]. La strada giusta per la sicurezza stradale deve passare attraverso una forte azione educativa dentro e fuori alla famiglia.” Ad aggravare la situazione troviamo il fatto che, da quando è entrato in vigore il divieto di vendita di alcolici dalle 2, Rimini ha visto proliferare numerosissime attività abusive che, smerciando una maggiore quantità di alcol a prezzi decisamente più bassi, ne ha incrementato vertiginosamente il consumo mettendo a rischio soprattutto le fasce più giovani. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Basta infatti passare davanti a qualsiasi discoteca per notare il numero di bottiglie e lattine presenti nei parcheggi per rendersi conto della presenza di “spacciatori” di alcol. Tutto questo, fino ad ottobre, non accadeva ed è quindi da far risalire all’introduzione della legge in questione. All’ OdG si associa anche il titolare del Cocoricò Marco Palazzi il quale ha dichiarato che “il numero di incidenti stradali è diminuito solo grazie alla campagna informativa fatta e per la paura di perdere la patente e di vedersi confiscato il mezzo. Sono infatti sempre di più le persone che arrivano nei locali con mezzi noleggiati con tanto di autista”. Altro effetto collaterale della norma sulla vendita di alcolici, infatti, è stato il proliferare di un servizio taxi abusivo all’uscita di gran parte dei locali da ballo. Ma questo è un altro problema che richiederebbe un’altra soluzione. L’abuso di bevande alcoliche è certamente una piaga, ma in questo caso pare che la legge anziché debellarla l’abbia, in qualche modo, aggravata.

Nessun commento: